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Giulietta e le altre

Note di regia

Quattro voci in un solo corpo-maschera.
Una vecchia attrice dichiara, parafrasando Camus, che soltanto il fatto di aver vissuto i personaggi di Giulietta, Medea, Nora e Filumena le ha assicurato l’innocenza e che ha ricavato dall’esperienza compiuta “una consapevolezza leggendaria”. La direzione è ambigua. Forse traccia un percorso propedeutico alla morte, forse una pericolosa scorciatoia per ritornare alla potenza di antiche sfide. Questi personaggi – archetipi del Teatro e dell’eterno femminino – portano storie di ribellione. Hanno lottato contro genitori, ragioni di Stato e ipocrisie sociali. Se il Teatro << investe >> sulla loro verità è perché la vita di tutti replica all’infinito le violenze subite o inferte, gli inganni e la catastrofe dei sentimenti nell’urto con la realtà. “L’altro” è una creazione disperata o gioiosa. Lo spazio scenico è un’arena. Ci si ritrova e ci si perde. I passi dell’attrice lo trasformano in un’ostinazione a svelare contesti esistenziali e psiche. “Non è andata così, non è andata così” , mormorano le voci. E seguendo un itinerario di luci e ombre ritrovano la vera storia. Idee e passioni sono dinamiche acrobatiche, interpretate come “numeri circensi” dell’interiorità. Quando ricostruiscono il racconto dell’amore, della perdita, lo fanno su un filo perenne di slancio e di lacerazione Senza rete. Sotto un faro spietato i personaggi ritornano all’infanzia come a un punto di inizio che sedurrà l’intera esistenza. Poi attraversano le età. Le quattro donne sono pronte a riamare, lo faranno a partire dalle parole della Beauvoir: “già prima avevamo in noi, mascherato, travestito, quel vuoto, quella necessità”.

Autore

Wanda Marasco

con

Wanda Marasco | Anna Bocchino

Scene

Armando Alovisi

assistente scenografo

Federica Carano

costumi

Annalisa Ciaramella

musiche originali

Mario Autore

regista assistente

Anna Bocchino

regia

Ettore Nigro

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