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Telè

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Telè

SINOSSI

Liberamente ispirato a ‘Telé’ di Pina Lamberti Sorrentino, Telè è la storia di Telemaco D’Amore, ragazzino dei quartieri problematici di Napoli, ennesimo figlio di una famiglia numerosa dove tutti fanno “lavoretti” per portare qualcosa a casa.

Il padre di Telemaco è sparito da due mesi per cercare fortuna all’estero e Telè decide all’insaputa di tutti di mettersi sulle sue tracce e affronta un viaggio che lo porta fino in Svizzera, luogo dove spera di trovare il padre.

Al suo arrivo scoprirà che la meta è meno importante del viaggio fatto e imparerà a diventare uomo e padre.

NOTE DI REGIA

A volte capita di trovarci per le mani un oggetto che magicamente ci trasporta in un viaggio fatto di sensazioni, colori, ricordi, un libro dimenticato su di uno scaffale che ad un certo punto, senza sapere perché, attira la nostra attenzione e in un attimo siamo di nuovo immersi nelle sue pagine, tra le sue parole, personaggi, immagini che si sommano a quelle dei ricordi che fanno risorgere.

L’idea dello spettacolo parte proprio da un ritrovamento, una sorta di scatola dei ricordi da cui magicamente viene fuori una storia fatta di luoghi da riattraversare.
“Telè, la storia di Telemaco D’amore, l’avevo letta alle scuole medie, ricordo che mi appassionai alla storia di quel ragazzino di appena dodici anni che con il coraggio di un adulto, prende le sue poche cose e parte alla ricerca di un padre fuggito per cercare fortuna all’estero”.

ll nostro viaggio è ambientato in un “non tempo” , ci sembra di essere negli anni ‘50 e poi invece un piccolo indizio ci catapulta negli anni ‘80,’90 e poi fino ai giorni nostri, una scelta questa, per sottolineare che il viaggio, l’emigrazione alla ricerca di un luogo migliore, fa parte della nostra storia da sempre e non sempre alla fine del viaggio e della fatica si raggiunge ciò che si è tanto desiderato, sognato, mitizzato.

Telemaco D’amore parte alla ricerca di un padre idealizzato e sognato, proprio come il più famoso Telemaco dell’Odissea e proprio come Telemaco trova il coraggio di mettersi in viaggio, affrontando il rischio e la bellezza della ricerca. La ricerca del padre, un padre da imitare, un padre da cui imparare, una figura che rappresenta per lui una guida, la possibilità di un mondo diverso dal suo basso“dove il sole non entra nemmeno a mezzogiorno”.

Il padre rappresenta la figura del maestro, della guida,che manca troppo nei nostri giorni; i padri sono mancanti, incapaci di responsabilità, i maestri muoiono, le guide che i giovani seguono sono false guide e dunque si rischia di restare fermi ad attendere l’arrivo di qualcuno che forse non tornerà mai, oppure come Telè si prende il coraggio a due mani e si parte, ci si mette in gioco, per arrivare a scoprire che il viaggio stesso e non la meta può fare di te un uomo, un padre, un maestro.

 

Autori

Lorenza Sorino, Arturo Scognamiglio

Regia

Lorenza Sorino

Con

Arturo Scognamiglio

Scene

Armando Alovisi

Disegno Luci

Ettore Nigro

Musiche

Augusto Miccoli, Alessio Palizzi, Stefano Morelli

Produzione

Accademia dello Spettacolo Compagnia dei Malì

Foto

Claudia Scuro

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